Un artista a Garbatella
Carlo Corsetti nasce a Roma il 15 settembre 1920, da Cesare Corsetti, disegnatore tecnico alle Ferrovie, e Agata Riccardi, terzo di quattro fratelli.

La madre è figlia e nipote dei Riccardi di Trevi – una famiglia di bronzisti, orafi, e abili restauratori di avori, sculture e bighe etrusche, più volte citati da Federico Zeri. E forse da lei, e dai racconti romanzati di questi zii e del nonno Pio, che ne fu il maestro, nasce la sua passione per l’arte.

Cresce nel quartiere Trieste, nella grande casa di via Savoia disegnata dal padre Cesare, ma molto presto rimane orfano di entrambi i genitori.
Tuttavia questa condizione, pur nella sua drammaticità, fa emergere subito quelle che saranno le note dominanti del suo carattere e cioè un vero talento per risolvere le più disparate problematiche, usando ingegno, creatività ed una naturale tendenza alla concreta manualità. A queste doti si unisce una visione pragmatica e sempre positiva degli eventi e nonostante che un suo prozio materno sia il Beato Tommaso Placido Riccardi e che la sua istruzione ginnasiale sia avvenuta, per necessità economiche, in seminario a Jesi, presto si consolida in lui una coscienza profondamente laica che sarà alla base del suo pensiero e della sua vita.


Compiuti gli studi ginnasiali e magistrali, nel 1939 viene assunto all’INPS.
Le varie vicissitudini del periodo bellico, lo trovano istruttore autiere per Ufficiali, in Liguria e in Toscana.

Nel 1944 sposa Adriana Frati, giovane e abile modista, e nel 1945 nasce la figlia Marina.

Sono di questi anni i primi approcci sistematici alla pittura e alla caricatura.
Nel 1950 nasce il figlio Massimo e la famiglia approda a Garbatella, nel complesso di via Tolli, prospiciente la piazza S. Eurosia e il crocicchio delimitato da via delle Sette Chiese e i giardini davanti alla Chiesoletta dei Santi Eurosia e Isidoro.

L’appartamento è circondato dal bel giardino condominiale e guarda, per il suo lato più lungo, la “Caciara” (ovvero il luogo dove si produceva il formaggio) di Locatelli e per il restante, vede le prime eleganti villette di Garbatella storica e l’arco d’ingresso di piazza S. Eurosia, reso famoso da Nanni Moretti in “Caro Diario”.

Con l’arrivo nella nuova casa, l’attività artistica si intensifica, anche se Carlo la può svolgere solo nei momenti liberi dall’impiego all’INPS, prima nella sede di via Marco Minghetti, poi, come grafico a tempo pieno, in quella dell’EUR.
Sono anni prolifici e fino al collocamento in pensione, la grafica e la pittura occupano intensamente le sue giornate.

Nel 1975, dopo tante collettive, prepara la prima mostra personale antologica, ottenendo un buon successo.
Negli anni 80 l’attività grafico-pittorica si dirada, per la lunga malattia della moglie Adriana e la successiva scomparsa, avvenuta nel 1989.
Riprenderà qualche anno dopo, riscoprendo un’antica passione per l’artigianato.
Nel 2000 compaiono i primi segnali della malattia cardiocircolatoria, che tuttavia combatte con determinazione, continuando a produrre deliziosi manufatti e qualche piccolo dipinto, se la padronanza limitata del gesto glielo permette. Si fa strada una nuova curiosità per il computer che lo tiene occupato, consentendogli di stare seduto e utilizzare al meglio la manualità residua, per scrivere la sua autobiografia, ripercorrendo le vicende della giovinezza e della guerra.

Muore a Roma il 27 febbraio 2010 lasciando incompiuta la stesura delle sue memorie ed una piccola veduta dalla sua camera da letto, della piazzetta S. Eurosia, intrapresa due anni prima e mai potuta finire a causa del progredire dell’infermità.
